Tutti I benefici del THE VERDE (CAMELIA SINENSIS). Lez.1

La Camelia Sinensis è originaria della Cina, ma ad oggi viene coltivata un po’ ovunque. Dalla stessa pianta deriva il thè nero, però seguendo un processamento differente. La composizione biochimica dei principi attivi presenti nella pianta cambia con l’età della foglia (una cosa sono le foglioline appena spuntate, altra cosa sono le foglie più ampie e mature), e con la stagione di raccolta (in base al clima secco o umido e alla temperatura).  La ricchezza di proprietà dipende dal contenuto in polifenoli, quali I flavoni   come le catechine/epicatechine/epicatechine gallate/epigallocatechine gallate e le proantocianine. Chi è più ricco di questi principi sono le foglioline appena spuntate. Sono infatti ricche in epigallocatechina gallate, potentissimo antiossidante, con capacità di protezione pe ri nostril tessuti nettamente superiore alle vitamine C ed E. Questa molecola è in grado di bloccare le nitrosamine tanto facili da trovare nei salumi e nelle carni conservate. Come agisce?

Le nitrosamine vengono disattivate ed eliminate prima che possano far danno, con grande protezione per il fegato che avrebbe dovuto farsi carico di elaborarle accusando I primi danni. Il thè verde inoltre rinforza la parete dei capillari rendendoli meno fragili, ha anche un’azione ipolipemizzante (abbassa colesterolo nel sangue),  e qualora I suoi principi attivi arrivino a contatto con cellule maligne già numerose e sviluppate ne rende difficile l’ulteriore sviluppo, la proliferazione e l’adesione a nuovi tessuti. Però non le elimina. Semplicemente rallenta la progressione del tumore. In Giappone è stata studiata la relazione tra frequente consume di the verde e malattie corniche. È stato quindi dimostrato che chi ne fa uso quotidiano da anni presenta bassi livelli di colesterolo LDL, alti livelli di colestrolo HDL, un fegato sano, e nessuna presenza di tumore.  Quindi pare che la maggior attività del the verde sia sulla prevenzione del tumore che non sul trattamento quando già presente. Nel prossimo post su questo argomento vedremo in modo più approfondito l’utilizzo in campo oncologico.

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