RADICALI LIBERI E SPORT: perossidazione lipidica e vitamine C ed E, lez 2.

Nel precedente post sullo sport abbiamo visto come l’aumento del consumo di ossigeno e le variazioni del flusso di sangue gli organi possono favorire una iperproduzione di radicali liberi e quindi l’inizio di un danno cellulare di tipo ossidativo, soprattutto la perossidazione lipidica. Tutti questi eventi possono contribuire all’insorgenza di dolore muscolare e al rilascio in circolo di enzimi tipicamente muscolari come  CPK (creatinfosofochinasi), LDH (lattato deidrogenasi), GOT (transaminasi glutammico-ossalacetica, detta anche AST cioè aspartato amino-trasferasi). Questa liberazione avviene circa 24-48h dopo la sessione di allenamento. Questo fenomeno si attenua con l’allenamento nel tempo. Il conseguente aumento di radicali liberi stimola fenomeni adattativi che svolgono un’azione protettiva rispetto agli insulti ossidativi.

L’attività fisica costante e continua determina un adattamento: diventiamo sempre più capaci di gestire la produzione di radicali liberi e limitarne I danni. Pertanto gli atleti sono più difesi dai radicali liberi rispetto ai soggetti sedentari perchè nel tempo hanno imparato a produrre più SOD, catalasi e GSHPx,  che sono I 3 enzimi deputati ad eliminare I radicali liberi stessi. Però per poterlo fare necessitano di importanti quantità di vitamine antiossidanti, soprattutto vitamina E e vitamina C. integrandoli nell’alimentazione possono trarre beneficio gli atleti ma soprattutto I sedentari che hanno meno difese in tal senso. Nel 1978 Dillard e collaboratori osservarono notevoli benefici sulla riduzione della perossidazione lipidica dopo integrazione con vitamina E, 1200UI di tocoferolo per 14gg. Da lì la letteratura scientifica iniziò a produrre tantissimi lavori, molti anche dalle conclusioni equivoche, incerte e contraddittorie.   E’ stato dimostrato ultimamente in modo definitivo che la vitamina E (principalmente contenuta cruda e concentrata nell’olio extravergine di oliva) ha un effetto molto favorevole sulla diminuzione della perossidazione lipidica.  Per l’utilizzo di vitamina C si è visto che inibisce l’ossidazione delle LDL provocata invece da un intenso lavoro muscolare. Ma la letteratura più recente smentisce che queste vitamine possano migliorare la prestazione atletica o la forza. Inoltre non sono ancora presenti dati sufficienti sull’utilizzo prolungato di questi integratori, tutti gli studi fanno riferimento ad un utilizzo di integratori da 7-14 gg a 8-9 settimane. E se un utilizzo più prolungato producesse più danni che benefici? È stato infatti già dimostrato che l’utilizzo di antiossidanti in soggetti con cancro al polmone indotto da fumo sono deceduti prima del previsto, come se un eccesso di antiossidanti peggiorasse anzichè migliorare il danno tissutale. Tanto è che I ricercatori si trovarono costretti ad abbandonare la sperimentazione. Come in tutte le cose ci vuole buon senso e anche l’utilizzo di integratori è utile se calmierato, una buona abitudine è assumerli dal lunedi al venerdi e sospenderli nel weekend, o comunque fare una sospensione per due giorni la settimana. In questo modo si ottengono tutti I benefici senza creare pericolosi accumuli o effetti collaterali.

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