LA CREATINA NELLA PRATICA SPORTIVA

La creatina viene utilizzata nella sua forma fosforilata come riserva energetica. La produciamo in primis noi stessi. Permette una risintesi dell’ATP soprattutto nelle attività di elevata intensità. Pare che un’assunzione orale permetta di aumentare i livelli di creatina muscolare, aumentando il peso corporeo in termini di massa magra, soprattutto acqua e muscolo. Ma poichè la produciamo noi per primi, è soggetta ad un utilizzo  ”geneticamente determinato”, ossia: la capacità di aumentare muscolo dipende dalla capacità del singolo soggetto di saper utilizzare la creatina, capacità che risulta finemente regolata a livello genetico. Va da sè quindi che non tutti risponderanno ad un’assunzione orale della stessa quantità allo stesso modo e con la medesima efficacia. In ognicaso, in molti studi è stato evidenziato un miglioramento delle prestazioni di elevate intensità e di breve durata ( sollevamento  pesi), ma in situazioni pari alle prestazioni di potenza, di velocità e nelle brevi ripetizioni ad elevate intensità del nuoto, come nell’atletica leggera gli effetti non sono stati poi così strabilianti. Idem sul tapisroulant e sulla cyclette.

Invece ottimi sono stati I risultati nel football, e nelle attività degli sprinter e dei saltatori.  Che la creatina favorisca la sintesi proteica non è stato ancora del tutto comprovato con certezza. In realtà aiuta ad aumentare l’intensità di allenamento perchè nutre meglio il muscolo, questo sì. Tra gli effetti collaterali dell’abuso di questa sostanza vi sono l’intolleranza al calore, le tensioni muscolari, crampi, edemi, diarrea. Da uno studio di Rossi del 1998 invece pare che a dosaggi eccessivi e prolungati possa avere effetti cancerogeni, infatti I composti eterociclici delle ammine aromatiche si formano fisiologicamente per condensazione tra creatina e prodotti intermedi della reazione di Maillard. Il Ministero della salute nel 1999 (Circolare del 7 giugno) consiglia un’assunzione quotidiana di tutela fra i 4 e 6 g per periodi non superiori a 30gg a chi pratica sportin modo intense e agonistico. Nella pratica spotiva amatoriale si consiglia vivamente di non superare i 3g al giorno per non ibire la produzione endogena.

La creatina viene utilizzata nella sua forma fosforilata come riserva energetica. La produciamo in primis noi stessi. Permette una risintesi dell’ATP soprattutto nelle attività di elevata intensità. Pare che un’assunzione orale permetta di aumentare i livelli di creatina muscolare, aumentando il peso corporeo in termini di massa magra, soprattutto acqua e muscolo. Ma poichè la produciamo noi per primi, è soggetta ad un utilizzo  ”geneticamente determinato”, ossia: la capacità di aumentare muscolo dipende dalla capacità del singolo soggetto di saper utilizzare la creatina, capacità che risulta finemente regolata a livello genetico. Va da sè quindi che non tutti risponderanno ad un’assunzione orale della stessa quantità allo stesso modo e con la medesima efficacia. In ognicaso, in molti studi è stato evidenziato un miglioramento delle prestazioni di elevate intensità e di breve durata ( sollevamento  pesi), ma in situazioni pari alle prestazioni di potenza, di velocità e nelle brevi ripetizioni ad elevate intensità del nuoto, come nell’atletica leggera gli effetti non sono stati poi così strabilianti. Idem sul tapisroulant e sulla cyclette.

Invece ottimi sono stati I risultati nel football, e nelle attività degli sprinter e dei saltatori.  Che la creatina favorisca la sintesi proteica non è stato ancora del tutto comprovato con certezza. In realtà aiuta ad aumentare l’intensità di allenamento perchè nutre meglio il muscolo, questo sì. Tra gli effetti collaterali dell’abuso di questa sostanza vi sono l’intolleranza al calore, le tensioni muscolari, crampi, edemi, diarrea. Da uno studio di Rossi del 1998 invece pare che a dosaggi eccessivi e prolungati possa avere effetti cancerogeni, infatti I composti eterociclici delle ammine aromatiche si formano fisiologicamente per condensazione tra creatina e prodotti intermedi della reazione di Maillard. Il Ministero della salute nel 1999 (Circolare del 7 giugno) consiglia un’assunzione quotidiana di tutela fra i 4 e 6 g per periodi non superiori a 30gg a chi pratica sportin modo intense e agonistico. Nella pratica spotiva amatoriale si consiglia vivamente di non superare i 3g al giorno per non ibire la produzione endogena.

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