I GRASSI buoni e cattivi Lez1

Alcuni grassi il nostro organismo non è in grado di produrli o ricavarli dall’assemblaggio delle molecole risultanti dalla digestione degli alimenti. Infatti spesso e volentieri quando ci manca qualcosa lo ricostruiamo riassemblando i mattoncini di scomposizione degli alimenti. Purtroppo questo processo non possiamo implementarlo per ogni necessità, così ecco che esistono delle molecule definite “essenziali”: grassi essenziali, aminoacidici essenziali, e così via. Queste molecole abbiamo l’obbligo di introdurle con la dieta, sennò ne saremo sempre carenti e alcune reazioni metaboliche non potranno avvenire. Ecco quindi che il metabolismo “rallenta”, ed ecco spiegato perchè tante persone pur essendo in sovrappeso o obesità in realtà sono carenti ed hanno un metabolismo lento. I grassi essenziali sono l’acido linoleico (omega 6) e l’acido alfa-linolenico (omega 3).

Poi vi sono altri grassi, che benchè non siano considerati essenziali, sono importantissimi, e sono le catene più lunghe di acidi grassi omega 3, ossia l’EPA (acido eicosapentaenoico) e il DHA (acido docosaesaenoico). EPA e DHA si trovano nel pesce come salmone, maccarello, aringa, ippoglosso (halibut). Anche l’acido omega 9, l’acido oleico, ha ricevuto importanti riconoscimenti. La dicitura omega 3-6-9 si riferisce alla posizione di un legame, detto insaturo, sulla lunghezza della molecola. I grassi infatti sono molecole molto lunghe e il fatto che abbiano legami insaturi in alcune posizioni piuttosto che altre fa la differenza. Ora, la prima domanda è : cosa differenzia I grassi buoni dai cattivi? Ossia: cosa rende I grassi saturi e la maggior parte delle margarine dei grassi cattivi e cosa rende invece I grassi insaturi dei grassi buoni? Tutto dipende dalla funzione che I grassi hanno nelle membrane cellulari. Infatti ogni cellula del nostro organismo è dotata di membrana, costituita da due strati essenzialmente lipidici, a cui sono ancorate delle proteine, ma fondamentalmente la membrana è grassa e contiene anche colesterolo. D’altronde non potrebbe essere diversamente, la prima funzione della membrana è separare due ambienti acquosi: l’interno della cellula dall’esterno della cellula, cosa c’è di meglio di un bel foglietto grasso per svolgere questa funzione? I grassi di cui sono essenzialmente costituite le membrane si chiamano fosfolipidi, sono simili ai trigliceridi che vediamo citati nelle analisi del sangue. Ciò che determina la qualità delle nostre membrane sono I grassi che mangiamo. Una dieta troppo ricca in colesterolo, composta principalmente da grassi saturi, grassi animali e grassi trans (come margarina, grassi da pasticceria e oli vegetali idrogenati) porta le membrane a essere meno fluide, più rigide, quindi meno funzionali rispetto invece a chi ha una dieta ricca in omega 3-6-9. Ad oggi è stato ampiamente dimostrato che l’infiammazione lieve ma cronica e sub-clinica è la maggior causa di tutte le patologie esistenti e parte dal consumo e deterioramento e irrigidimento delle mebrane cellulari. Per esempio parliamo per un attimo del diabete: cosa centra con I grassi? Una struttura abnorme della membrana cellulare causata dal consumo di grassi sbagliati, porta ad un deterioramento dell’azione dell’insulina. Senza una membrana sana le cellule perdono la capacità di mantenere acqua, nutrienti ed elettroliti (ossia sali).ma dove troviamo I grassi essenziali oltre che in alcuni tipi di pesce già citati? Li possiamo trovare nell’ olio extravergine di oliva, nell’avocado, ma anche in noci, mandorle, nocciole, e in misura minore anche in altri semi.

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