I DOLCIFICANTI lez.1

Parliamo di saccarina, aspartame, sucralosio: sono tra gli additivi più controversi. C’è chi sostiene che I benefici superino I potenziali rischi, e che comunque l’assunzione per brevi periodi non comporta alcun rischio.  L’intenzione è quella di abbattere le calorie concedendosi comunque qualcosa di dolce, soprattutto quando abbiamo quel forte desiderio irresistibile di qualcosa di buono. Ma pare che in ogni caso possano stimolare l’appetito, e quindi questo effetto di introdurre meno calorie venga poi controbilanciato e reso vano da una maggior fame.

Ma quali sono I rischi? Nei topi la saccarina provoca formazioni neoplastiche, ossia cancro. È anche vero che non è stato comprovato sull’uomo , ed è vero pure che sui topi la saccarina provoca cancro se somministrata in modo continuativo su due generazioni. Questo significa che è la generazione futura a pagare il prezzo dell’utilizzo di saccarina da parte di un adulto. L’aspartame è una miscela di acido aspartico, fenilalanina, metanolo. Nel 1981 è stato approvato per studi alimentari dalla FDA. Richard Wurtman avvertì che l’aspartame poteva avere effetti sia sull’umore che sul comportamento, essendo che lo aveva somministrato ad alte dosi su modelli animali e proprio a queste conclusioni era arrivato. Sull’uomo dimostra effetti avversi se assunto ad alte dosi, e provoca convulsioni, orticaria, mal di testa, alterazioni dell’umore. Il sucralosio è lo zucchero da tavola, ossia il saccarosio, a cui è stato addizionato il cloro. Il sucralosio è 600 volte più dolce del saccarosio. È stato “inventato” perchè a differenza dell’aspartame non si degrada quando viene esposto alle alte temperature, basti pensare ai prodotti da forno o al caffè: per questo l’industria alimentare lo utilizza volentieri. Ma il cloro non è il massimo in questa forma per il nostro organismo. Esiste invece un dolcificante naturale di cui possiamo approfittare serenamente: la stevia. Ne parleremo al prossimo venerdi.

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