GLI ADDITIVI ALIMENTARI CAUSANO IPERATTIVITA’?

Questa ipotesi viene da una ricerca di Benjamin Feingold.  E’ infatti chiamata “Feoria Feingold” e secondo questa teoria molti bambini iperattivi, con una percentuale che va dal 40% al 50%, sono sensibili ai coloranti, agli aromatizzanti, ai conservanti artificiali, ma anche ai salicilati, ai composti fenolici che comunque troviamo in natura.  Feingold era arrivato a queste conclusioni sulla base della sua esperienza personale, raccolse infatti I dati di circa 1200 bambini e valutò le loro difficoltà di apprendimento e disturbi del comportamento.  Ne fece una relazione che presentò all’Associazione Medica Americana nel 1973. Da lì il tema divenne oggetto di accese diatribe nella letteratura scientifica.  Allo studio serio però vennero indirizzati solamente 10 coloranti alimentari. Considerando che già all’epoca le diverse molecole di additivi vari ammontavano a circa 3000, si può dire che gli studi furono esigui, e ci fu quindi chi puntò il dito contro l’industria farmaceutica per dire che aveva ostacolato gli accertamenti.

Comunque pare che la maggior parte degli studi in doppio cieco realizzati per verificare l’ipotesi di tossicità dei 10 coloranti siano risultati negativi. C’è chi non si arrese e molti anni dopo portò avanti ulteriori studi e finalmente si riuscì a dimostrare che diversi additivi giocavano un ruolo imlortante nell’indurre iperattività. Risultarono negativi gli studi effettuati negli Stati Uniti, ma fortemente positivi gli studi effettuati in Austria e Canada. Quindi Feingold sottolineò ancora di più che in America vi era un conflitto di interessi da parte della Nutrition Foundation, organizzazione che aveva il compito di vigilare sulla produzione industriale degli alimenti ma che fondamentalmente era sostenuta dai maggiori produttori alimentari come Coca Cola, Nabisco, General Food, infatti proprio da Nutrition Foundation uscirono I primi 10 lavori sui coloranti risultati poi negativi.  Infatti qualora gli additivi risultassero nocivi queste compagnie subirebbero danni economici enormi. Da lì comunque tante nazioni iniziarono a promuovere leggi per abbassare la quantità di additivi in generale negli alimenti, compresa l’Italia. Resta di fatto l’impossibilità per l’industria alimentare di farne a meno, pena la perdita della certezza igienica sugli alimenti a lunga conservazione, ma molto di più la perdita o l’alterazione del sapore e del colore. Si invita pertanto a consumare il meno possibile cibi confezionati e sempre di più cibi freschi e preparati al momento, in modo che siano totalmente privi di additivi, in modo particolare pensiamo ai bambini e limitiamo il più possibile merendine e pasticci vari nonchè affettati realizzati  con colori sospetti.

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